Ammendanti e Biochar

Il biochar è il prodotto solido della conversione termochimica di biomasse vegetali. Si tratta di un carbone vegetale che viene principalmente utilizzato in ambito agronomico in qualità di ammendante.

Le peculiarità del biochar sono da ricercare nella sua composizione chimica, definita da un’elevata presenza di carbonio stabile, recalcitrante, non soggetto a mineralizzazione biologica. Accanto a tale stabilità chimica e biologica, il biochar si contraddistingue per le sue proprietà fisiche, quali l’elevata superficie specifica correlata ad un’elevata porosità.  Il biochar è in grado di migliorare sensibilmente le caratteristiche di un suolo agricolo, aumentando la capacità di ritenzione idrica e dei nutrienti, riducendo la lisciviazione e  promuovendo l’attività microbica,  migliorandone la fertilità e la resilienza.
Esso è riconosciuto come un promotore della biodiversità microbiologica nel compostaggio e nel suolo, grazie all’apporto di macro e meso-porosità, che può facilitare lo sviluppo di ife fungine e/o organismi unicellulari, creando un ambiente di vita idoneo per i microrganismi benefici del suolo. Inoltre, grazie al suo alto contenuto di carbonio organico stabile, il biochar può rimanere nel suolo per secoli, se non millenni. L’utilizzo agronomico del biochar rappresenta quindi un sistema di stoccaggio della CO2 nel suolo, effettuando così un vero e proprio processo carbon negative. 

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Il compost invece è il risultato della bio-ossidazione e dell’umificazione di un misto di materie organiche, e lo si può ottenere con varie strategie, più o meno meccanizzate.

I requisiti di un buon compost sono:

  • Alto tenore di sostanza organica umificata
  • Assenza di sostanze inquinanti
  • Ricchezza e diversità biologica
  • Assenza di sostanze fitotossiche, microrganismi patogeni, semi di infestanti
  • Buona dotazione di elementi nutritivi in forme facilmente disponibili per i vegetali
  • Idonee caratteristiche chimiche e fisiche generali quali: pH intorno alla neutralità, bassa concentrazione salina, adeguata porosità e capacità di ritenzione idrica.

La qualità dei materiali di partenza influenza in modo determinante la qualità del compost finale. Quindi la cura nella scelta dei materiali e del procedimento di rimescolamento, copertura, inoculo e distribuzione poi nel suolo è essenziale per ottenere un compost che non sia una semplice “mescola” di materiali, ma che sia fonte di nutrimento e vita per il terreno. Esso infatti è carbonio più labile e più rapidamente pronto per la pianta, apporta inoltre un contenuto di micro e macro nutrienti.

Dalle caratteristiche di questi due ammendanti ne deriva che l’utilizzo di piccole quantità di biochar all’interno dei processi di compostaggio o in aggiunta al compost nelle ultime settimane di preparazione, migliora le caratteristiche strutturali e di ossigenazione del compost, tampona il pH del biochar e lo inocula di biodiversità microbiologica e della microfauna presente nel materiale compostato (funge da riparo e da catalizzatore),  apporta al biochar N e P che bilancia l’equilibrio stechiometrico con il C; il biochar riduce i tempi di compostaggio, le emissioni di gas serra (metano e ossido di diazoto), le perdite di ammoniaca e gli odori sgradevoli, mentre il compostaggio arricchisce il biochar di nutrienti senza intaccarne la struttura.